Primaria

Primaria

 

Cornice progettuale per la scuola primaria

 

Titolo dell’attività Il titolo deve essere legato alla tematica dell’attività che intendi proporre. Ricordati di definirlo in chiave coinvolgente e stimolante per la classe.
Analisi del contesto Rappresenta una sorta di specchietto della tua classe tenendo conto di determinate caratteristiche dei tuoi studenti: composizione del gruppo classe, età, eventuale presenza di bambini con disabilità e contesto socioculturale. Per le successive lezioni da intraprendere nella stessa classe, salvo modifiche del contesto, puoi benissimo lasciare l’analisi invariata. 
Tempi di svolgimento Stima il tempo utile che comprende l’intervento didattico nel suo complesso.
Traguardi per lo sviluppo delle competenze Individua i traguardi di competenza richiamati dalle indicazioni nazionali. +
Obiettivi generali di apprendimento Formula gli obiettivi generali di apprendimento. +
Obiettivi specifici di apprendimento Formula gli obiettivi specifici di apprendimento. +
Strumenti di valutazione iniziale, in itinere e finale Identifica gli strumenti di valutazione iniziale, in itinere e finale. Ti ricordo di sceglierli in coerenza con gli obiettivi di riferimento da te inseriti nella progettazione. +
Contenuti Stabilisci quali sono i contenuti più adeguati al raggiungimento degli obiettivi prestabiliti.
Metodi Definisci i metodi didattici atti a delineare come la classe deve operare al fine di raggiungere gli obiettivi di apprendimento prefissati.
 

Progettazione degli step di lavoro

 

Svolgimento del lavoro: la descrizione delle attività deve essere fatta esplicitando dettagliatamente che cosa devono fare gli studenti e che cosa deve fare il docente nel presentare l’attività e nell’assistere gli alunni durante il loro lavoro. Questo passaggio ti aiuterà a comprendere in che modo intendi perseguire gli obiettivi specifici in modo concreto.
Fase 1  
Fase 2  
Fase 3  
Fase 4  
Fase 5  
… …

Infanzia

Obiettivi Infanzia

 

Cornice progettuale per la scuola dell’infanzia

 

Titolo dell’attività Il titolo deve essere legato alla tematica dell’attività che intendi proporre. Ricordati di definirlo in chiave coinvolgente e stimolante per la classe.
Analisi del contesto Rappresenta una sorta di specchietto della tua classe tenendo conto di determinate caratteristiche dei tuoi studenti: composizione del gruppo classe, età, eventuale presenza di bambini con disabilità e contesto socioculturale. Per le successive lezioni da intraprendere nella stessa classe, salvo modifiche del contesto, puoi benissimo lasciare l’analisi invariata.  
Tempi di svolgimento Stima il tempo utile che comprende l’intervento didattico nel suo complesso.
Campi d’esperienza Riconosci i campi d’esperienza coinvolti nella tua progettazione. +
Traguardi per lo sviluppo delle competenze Individua i traguardi di competenza richiamati dalle indicazioni nazionali. +
Obiettivi generali di apprendimento Formula gli obiettivi generali di apprendimento. +
Obiettivi specifici di apprendimento Formula gli obiettivi specifici di apprendimento. +
Strumenti di valutazione iniziale, in itinere e finale Identifica gli strumenti di valutazione iniziale, in itinere e finale. Ti ricordo di sceglierli in coerenza con gli obiettivi di riferimento da te inseriti nella progettazione. +
Contenuti Stabilisci quali sono i contenuti più adeguati al raggiungimento degli obiettivi prestabiliti.
Metodi Definisci i metodi didattici atti a delineare come la classe deve operare al fine di raggiungere gli obiettivi di apprendimento prefissati.
 

Progettazione degli step di lavoro

 

Svolgimento del lavoro: la descrizione delle attività deve essere fatta esplicitando dettagliatamente che cosa devono fare gli studenti e che cosa deve fare il docente nel presentare l’attività e nell’assistere gli alunni durante il loro lavoro. Questo passaggio ti aiuterà a comprendere in che modo intendi perseguire gli obiettivi specifici in modo concreto.
Fase 1  

 

 

Fase 2

 

 

Fase 3

 

 

Fase 4

 

 

Fase 5

 

 

… …

 

 

Osservazione

Osservazione

L’atto di osservare è importante tanto quanto gli altri aspetti che condizionano l’intero processo formativo. Infatti, è importante discuterne...

 

Il termine osservazione è inteso come uno strumento autentico di conoscenza della realtà. Occorre effettuare una distinzione tra il significato di vedere, guardare e osservare, poiché spesse volte i significati dei rispettivi termini si sovrappongono tra di loro. Con il primo, si fa riferimento all’utilizzo non intenzionale e non sistematico dello sguardo. Il termine guardare mira ad un utilizzo intenzionale ma non sistematico. Per osservare, invece, si riferisce ad un uso intenzionale e sistematico della vista, orientato a rilevare determinati elementi e dati di quell’evento o fenomeno di riferimento.

In campo educativo, l’osservazione è di estrema importanza: serve ad acquisire conoscenza in merito a qualcosa che si intende scoprire e saperne maggiormente. Questo aiuta a comprendere un aspetto intrinseco dell’osservazione, ossia l’atto di ricerca che l’osservazione porta con sé. Se sei un aspirante docente, o un’insegnante alle prime armi o con una certa esperienza acquisita nei tuoi anni d’insegnamento, riconoscerai anche tu l’impatto di un’osservazione corretta del contesto educativo, poiché è la base per poter progettare una lezione, applicare l’intervento progettato e valutarlo sulla base di indicatori prestabiliti. Osservare correttamente consegue l’attribuzione di un’oggettività alla situazione pedagogico-didattica presente in classe, potendo strutturare così le procedure opportune per la lezione che presenterai ai tuoi alunni. Per la molteplicità di aspetti che comprende e implica l’osservazione, di seguito ti fornisco la complessa definizione di osservazione: è un processo la cui funzione principale è raccogliere informazioni in maniera selettiva sull'elemento/oggetto preso in considerazione, ricavando dati e strutturandoli in modo tale da far emergere una rete di significati.

È possibile utilizzare l’osservazione come:

  • Metodo di ricerca osservativa. Essa mira a studiare gli elementi così come si presentano e aiuta a costruire una base descrittiva ampio del comportamento cogliendone la loro significatività.
  • Tecnica di ricerca per la rilevazione di dati tramite l’osservazione, la quale individua un insieme di procedure atte a rilevare dati validi e attendibili utilizzando determinati strumenti con lo scopo di descrivere oggetti e contesti.

 

 

Fasi e funzioni

 

Affinché si possa parlare di osservazione, è necessaria la presenza di 4 elementi: un osservatore, un contesto da scegliere, un oggetto da osservare all’interno del contesto scelto e strumenti di osservazione appropriati. Questi elementi emergono nelle fasi di cui è composto il processo di osservazione:

  • Focalizzazione. Scegli tu cosa osservare (comportamenti, fenomeni, ecc.).
  • Raccolta di dati. Per farlo, l’osservatore deve scegliere il luogo dentro il quale può raccogliere i dati e il momento. Naturalmente, più attendibili saranno i dati, più precisa e accurata sarà la terza fase.
  • Analisi dei dati. Può essere quantitativa o qualitativa. Nel primo caso, l’osservatore si basa sull’oggettività dei dati che ha raccolto, potendoli così misurare. Nel secondo caso l’osservatore si focalizza sulla significatività di ciò che ha rilevato.

Tra i pedagogisti che spiccano maggiormente sullo studio delle tecniche osservative nelle situazioni educative, emergono le figure di Postic e De ketele, i quali hanno individuato 5 funzioni fondamentali:

  • funzione descrittiva, con il compito di descrivere un fenomeno o una data situazione;
  • funzione formativa, dove la figura di riferimento (come ad esempio gli insegnanti, gli educatori e gli psicologi) entra all’interno della situazione educativa;
  • funzione valutativa, la cui valutazione servirà a prendere una decisione per agire nelle circostanze educative;
  • funzione euristica, che consiste nella creazione di ipotesi soggette ad attività di controllo (osservazione dal punto vista clinico);
  • funzione di verifica, secondo la quale vengono misurate le variabili implicate all’interno di una determinata situazione al fine di verificare un’ipotesi prestabilita.

 

 

Tante osservazioni… Ma in funzione di cosa???

 

Le forme di osservazione possono essere classificate in funzione di determinati criteri. Per farti avere chiarezza sulle distinzioni ho preferito rappresentare lo specchietto che vedi qui sotto.

 

CRITERI FORME DI PARTECIPAZIONE DELL’OSSERVAZIONE
GRADO DI PARTECIPAZIONE DELL’OSSERVATORE  

DOCUMENTARIA

 

INDIPENDENTE

 

PARTECIPANTE

GRADO DI CONTROLLO IN BASE AL LUOGO IN CUI VIENE SVOLTA  

IN CONDIZIONI CONTROLLATE

 

NATURALISTICA

 

IN AMBIENTE ARTIFICIALE

GRADO DI STRUTTURAZIONE DEGLI STRUMENTI  

SISTEMATICA

 

DESCRIZIONE NARRATIVA

 

Ma adesso iniziamo a trattore ognuna di queste osservazioni passo dopo passo. In base al grado di partecipazione, troviamo l’osservazione:

  • Documentaria, ossia basata sui documenti;
  • Indipendente, che avviene nel momento in cui l'osservatore raccoglie in prima persona i dati senza far parte integrande del gruppo;
  • Partecipante, dentro la quale l'osservatore è inserito all'interno del contesto da dover osservare. Esso può essere attiva (riferita alla figura del docente) o passiva (come, ad esempio, la figura tipica del tirocinante). Quest'ultima è detta passiva perché è un po’ più debole rispetto alla prima.

Le forme di osservazione in base al grado di controllo possono essere almeno oggi:

  • In condizioni controllate, dentro la quale si assume in un certo grado di controllo senza modificare l'ambiente;
  • Naturalistica, dove il ricercatore non esercita il controllo ma si limita a rilevare i comportamenti di un determinato individuo nel suo ambiente naturale;
  • in ambiente artificiale, come il laboratorio.

In base al grado di strutturazione, è possibile identificare:

  • L’osservazione sistematica, nonché altamente strutturata;
  • Descrizione narrativa, cioè con un basso livello di strutturazione.

 

 

Osservazione sistematica

 

È auspicabile il fatto che, più un’osservazione è strutturata, maggiormente i dati saranno precisi. Proprio per questo intendo soffermarmi sull’osservazione sistematica partendo da una definizione precisa: si tratta di una forma di osservazione capace di determinare le condizioni dell’osservatore durante l’atto di raccolta delle informazioni attraverso l’utilizzo di determinati strumenti che rendono tale osservazione organizzata e metodica.

Così come devono essere presenti 4 elementi per poter parlare di osservazione (osservatore, contesto, oggetto da osservare e strumenti), a sua volta, essa richiede 4 qualità specifiche affinché si possa parlare di osservazione sistematica:

  • La pertinenza, ossia deve essere riferito ha l'obiettivo che ha prestabilito l'osservatore nella sua ricerca;
  • la validità, intesa come quell'accordo o coincidenza tra quello che ha rilevato l'osservatore e quello che ha deciso di rilevare precedentemente;
  • l'affidabilità, che emerge nel momento in cui più ricercatori intraprendono la stessa ricerca osservativa classificando ciò che hanno rilevato allo stesso modo;
  • trasferibilità, c'è avviene solo quando i risultati di ricerca effettuati su quel determinato oggetto di riferimento, si possono allora estendere anche alla popolazione di cui quell'oggetto fa parte.

Naturalmente, intraprendere un’osservazione sistematica in campo educativo non è un’impresa facile, soprattutto in una classe che porta inevitabilmente con sé una moltitudine di dinamicità alle quali dover prestare attenzione.  Infatti, se decidi effettuare un’osservazione sistematica in classe, ti suggerisco di seguire questo piano che ti agevola nella conduzione dell’osservazione:

  1. Identificare l’autore dell’osservazione;
  2. Stabilire cosa osservare, (oggetti, situazioni, comportamenti);
  3. Quale luogo scegliere (aula, palestra, etc.);
  4. Individuare il momento opportuno per individuare quel determinato dato, appuntando anche la durata e la frequenza di quella determinata situazione o comportamento;
  5. In che modo svolgere l’atto osservativo, scegliendo i modi più funzionali rispetto all’oggetto di ricerca da indagare;
  6. Definire gli strumenti da adottare.

 

Strumenti

 

A partire dagli anni 90 del Novecento, diversi furono gli studiosi che fornirono tipologie e strumenti di osservazione. Infatti, se si adotta un’osservazione sistematica caratterizzata da un alto livello di strutturazione, gli strumenti più idonei per la rilevazione dei dati sono: griglie di osservazione, check list, scale di valutazione e sistemi di categorie. Se invece si adotta una tipologia di osservazione caratterizzata da un basso livello di strutturazione, l’osservatore si serve di strumenti di carattere descrittivo e interpretativo; quelli più idonei sono quelli definiti narrativo-diaristico, come il diario, il giornale di bordo e la tecnica degli episodi critici.

 

 

Griglia di osservazione

 

In riferimento alla griglia di osservazione per l'osservazione sistematica, Possiamo identificarla come un sistema di categorie che consentono di far emergere determinati comportamenti che l'insegnante ha deciso di mettere in evidenza nei confronti di un singolo alunno. I fenomeni che l'insegnante decide di osservare possono essere oggettivi (ossia dati di fatto), oppure di tipo soggettivo che evocano la sfera psicologica dell'individuo.

Di seguito ti riporto la struttura di un esempio di griglia per l’osservazione sistematica:

Indicare se lo studente esegue i comportamenti annotati qui sotto annotando i modi, i tempi e le frequenze.

  1. Ascolta

___________________________________________________________________________________

 

  1. Svolge le attività proposte dall’insegnante

________________________________________________________________________________

 

 

Checklist

 

Le checklist (o griglie di controllo) sono liste di comportamenti rilevati in intervalli di tempo predefiniti da uno o più osservatori che hanno la scelto la creazione di questo strumento per condurre tale tipologia di osservazione.

Dopo aver creato la struttura della lista contenente tutti i possibili comportamenti oggetto di osservazione da parte dell’insegnante, egli si occuperà di osservare il soggetto individuando il comportamento e annotando la frequenza con il quale quel determinato fenomeno si presenta. A differenza di altri strumenti, la checklist consente esclusivamente la fuoriuscita di dati di tipo quantitativo. Una checklist si diversifica dall’altra in base alle dimensioni con le quali vengono articolate, come ad esempio la frequenza con la quale si manifesta un dato comportamento oppure la quantità totale del tempo di osservazione.

Di seguito, ti riporto un esempio di struttura di una checklist

 

     MINUTI

ITEM

 

Da 0 a 2 minuti

 

Da 2 a 4 minuti

 

Da 4 a 6 minuti

 

Da 6 a 8 minuti

 

Da 8 a 10 minuti

 

Da 10 a 12 minuti

Interviene durante le attività di lezione
Partecipa attivamente alle attività di gruppo
Ascolta attentamente l’insegnante
Ascolta attentamente i compagni
Interagisce nelle conversazioni con i suoi pari

 

Questo è solo un esempio di struttura, ma se desideri costruirla tu stesso dall’inizio, allora ti suggerisco di seguire questi 4 punti:

  • Inizia ad individuare l’area di cui intendi saperne di più;
  • Procedi ad individuare le azioni concrete che rappresentano l’area di tuo interesse scelta precedentemente;
  • È anche importante inserire nell’elenco anche errori comportamentali in modo tale che, segnandone la frequenza, è possibile poi dedurre quanto quel comportamento richiede l’intervento da parte dell’insegnante rispetto ad altri;
  • Ordinare tutte le azioni considerate in un ordine logico.

 

 

Scale di valutazione

 

Le scale di valutazione (o di osservazione) sono strumenti che permettono di rilevare gli apprezzamenti degli osservatori. Hanno lo scopo di rilevare l’intensità di un determinato fenomeno o azione fino a costituire un elenco di comportamenti validati attraverso differenti livelli. Considera, infatti, l’esistenza di tre tipologie di scale: numeriche, grafiche e descrittive.

Nelle scale numeriche ogni grado (rappresentato da un numero) corrisponde all’intensità di una specifica azione. Per avere un’idea, considera pure l’esempio qui sotto.

 

1 2 3 4 5
Presta attenzione all’insegnante quando spiega
Disturba durante la lezione
Interagisce con i compagni di classe
Mostra di saper gestire il proprio lavoro
Partecipa attivamente all’attività proposta

 

Le scale grafiche sono strutturate in maniera diversa: viene tracciato un segmento e ciascun estremo di esso corrisponde ad una caratteristica di cui l’intende valutarne il grado d’intensità. Infatti, porrà una “X” lungo il segmento tracciato in corrispondenza del livello scelto. Di seguito ti mostro l’esempio di una scala grafica.

1           2          3          4          5

Distratto          __        __       __       __       __       Attento

Silenzioso       __        __        __        __        __        Socievole

Dipendente     __        __        __        __        __        Autonomo

 

Le scale descrittive sono scale di osservazione atte a rappresentare il grado o l’intensità di una certa caratteristica mediante la creazione di affermazioni. Considera pure questo esempio:

  • Non mi piace e non voglio andare a scuola;
  • Non mi piace andare a scuola ma ci vado perché sono costretto/a dai miei genitori;
  • Mi piace andare a scuola, infatti non lo vedo come un obbligo e ci vado volentieri.

 

 

Sistemi di categorie

 

Sebbene i sistemi di categorie possano apparire simili alla griglia di osservazione dal punto di vista funzionale, in quanto sono capaci di rappresentare i comportamenti, non sono la stessa cosa. I sistemi di categorie consentono di creare una classificazione di comportamenti o fenomeni per considerare una determinata situazione. Anche in questo caso puoi usare i numeri da 1 a 5 per classificare i livelli dal più positivo al più negativo o viceversa, in riferimento agli aspetti da prendere in esame.

 

1 2 3 4 5
Si distrae continuamente Si distrae spesse volte Ogni tanto si distrae Solitamente sta attento Sta sempre attento durante la lezione

 

Come puoi vedere, leggendo le frasi da sinistra verso destra, si intensifica sempre più il livello di attenzione dell’alunno. Chiaramente, questo è solo un esempio. Considera però che la struttura di una scala descrittiva è proprio questa!

 

 

Diario

 

Per quanto concerne gli strumenti di osservazione esperienziale, inizierò col parlarti del diario, inteso come uno strumento di osservazione retrospettivo consistente nel descrivere le attività del campione oggetto di osservazione. Infatti, il diario serve per fare riflessioni su quanto osservato. Generalmente, viene compilato quotidianamente o settimanalmente.

 

 

Diario di bordo

 

Parliamo adesso del diario (o giornale) di bordo, per mezzo del quale l’osservatore intraprende una narrazione caratterizzata da elementi ritenuti da lui importanti. Esso è sicuramente più complesso rispetto al normale diario. Anzitutto, non si tratta soltanto di descrivere ciò che tu (in quanto osservatore) presti attenzione, ma questo strumento si arricchisce per mezzo degli ulteriori commenti e annotazioni che egli compie in merito a quel determinato fenomeno osservato. Naturalmente, ci troviamo di fronte ad uno strumento che consente all'osservatore di interpretare i fatti in funzione della propria soggettività, e pertanto dei propri vissuti e dei propri paradigmi.

Nella mia esperienza di tirocinio ho utilizzato quasi sempre il diario di bordo. Infatti, ho formulato un sistema di domande guida che accompagnano e agevolano la compilazione di tale diario.

 

·         In che modo la classe ha strutturato il proprio spazio dell’aula?

Potresti descrivere la disposizione dei banchi, della cattedra, del materiale didattico e delle tecnologie di cui l’insegnante può avvalersi durante le lezioni.

 

·         Come si trovano gli alunni rispetto al loro posto durante la vita scolastica?

Si trovano bene con il proprio compagno di banco? Noti dei conflitti riferiti ai posti a sedere? Ritieni che un cambiamento di posti possa favorire la sfera pedagogica?

 

·         Come interagiscono gli alunni con l’insegnante?

Riconoscono in lei una figura autorevole? Sono cordiali? Si interessano a ciò che l’insegnante intende spiegare/comunicare?

 

·         Sono presenti casi di disabilità?

Sei al corrente di avere colleghi che svolgono attività di sostegno nella classe che stai osservando? Se esiste la presenza in classe, sai chi è l’alunno o gli alunni con disabilità? Che tipo di rapporto ha la classe con chi ha qualche tipo di disabilità?

 

 

Tecnica degli episodi critici

 

Come strumento di osservazione esperienziale altrettanto valido che puoi considerare è proprio la tecnica degli episodi critici, conosciuta anche come anectodal records. Si occupa di rilevare e segnare brevi episodi caratterizzati per lo più da azioni/comportamenti avvenuti subito dopo all’interno della classe. In questo caso, l’osservatore decide quale episodio mettere in evidenza. Ad esempio, puoi strutturare questa tecnica in tal senso.

Contesto osservato: ______________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________

 

Episodio scelto:

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Obiettivi Primaria

Obiettivi Primaria

E per gli obiettivi da formulare per la scuola primaria? Sei sicuro/a di saperne abbastanza? Di essere al corrente delle conseguenze positive di una scelta di obiettivi generali azzeccati? E di saper formulare quelli specifici correttamente? Parliamone…

Obiettivi generali

La scuola propone situazioni e contesti dentro i quali gli alunni riflettono per comprendere il mondo e se stessi all’interno del mondo che abitano, consapevolizzano sempre di più le potenzialità che il proprio corpo offre mirando ad una migliore cura di esso, imparano ad imparare, esercitano la capacità di esprimere il proprio pensiero, si confrontano con gli altri per comprendere aspetti della realtà che dal loro punto di vista non sono evidenti reagiscono a fattori esterni che promuovono in loro lo spirito analitico e critico. In ragione di ciò, mi preme soffermarmi sul pensiero critico e su come promuoverlo all’interno di un contesto di apprendimento. Diverse sono state le ricerche lungo il secolo scorso. Dalle diverse teorie, modelli e ipotesi è stato ritenuto complesso attribuire una definizione al pensiero critico proprio per le dimensioni che esso comprende. Dai miei ultimi studi universitari, ti definisco lo spirito critico come un insieme di abilità cognitive, disposizioni e attitudini dell’individuo, ai quali si aggiunge la conoscenza in relazione a quel determinato contesto di riferimento e la conoscenza del proprio processo di pensiero. A tal punto, è importante sottolineare il fatto che il pensiero critico è fatto da attributi generali, che assumono però il loro carattere e la loro specificità all’interno delle diverse discipline (storia, matematica, letteratura, filosofia, fisica).

La questione fondamentale sul senso critico risiede nel suo sviluppo e applicazione: come è possibile portarlo in classe? Educare gli alunni allo spirito critico significa creare situazioni sociali di apprendimento all’interno dei quali gli studenti hanno l’opportunità di spiegare e argomentare il proprio pensiero aprendo un dibattito di confronto con gli altri. Infatti, l’apprendimento di gruppo include forme di apprendimento cooperativo e reciproco, come nel caso del peer tutoring.

Dentro tale scenario, l’insegnante rappresenta il tutor-facilitatore che supporta bambini e ragazzi nelle attività cognitive del pensare, ragionare e argomentare. Ad esempio, è bene che il docente realizzi una trasversalità dei contenuti, collegando i contenuti provenienti da più discipline.

L’insegnante può assolutamente servirsi di vari materiali didattici multimediali come testi immagini e suoni, utili al miglioramento del senso critico di ciascun alunno. Per progettare un ambiente di apprendimento efficace, è bene che l’insegnante predisponga i materiali didattici multimediali in modo tale da focalizzare gli studenti sugli aspetti fondamentali del tema di riferimento portato in classe.

Altri punti affrontati dalla scuola

La scuola si occupa di favorire lo sviluppo delle capacità necessarie per imparare a leggere le proprie emozioni e a gestirle. Inoltre, promuove il senso di responsabilità nel fare bene il proprio lavoro e nel portarlo a termine, nell’avere cura di sé, degli oggetti, degli ambienti che si frequentano, sia naturali sia sociali.

Naturalmente, la scuola deve porsi come obiettivo di educare la figura di uomo e cittadino attraverso la costruzione del senso di legalità e della responsabilità, per sé stesso e per gli altri, che si realizzano nel promuovere azioni finalizzate al miglioramento continuo del proprio contesto di vita, a partire dalla vita quotidiana a scuola e dal personale coinvolgimento in routine consuetudinarie che possono riguardare la pulizia e il buon uso dei luoghi.

La parte a seguire su ogni singola disciplina è tratta dalle Indicazioni nazionali per il curricolo, D.M. 254/2012 – MIUR.

Italiano

Lo sviluppo linguistico si intreccia strettamente con quello cognitivo. Inoltre, si deve tenere sempre presente il fatto che gli obiettivi di un determinato ordine di scuola sono un’evoluzione di quelli del grado precedente. Il medesimo meccanismo vale per i traguardi. Ad esempio, gli obiettivi generali della scuola secondaria di primo grado rappresentano uno sviluppo degli obiettivi generali della scuola primaria. E questo vale, non solo per l’italiano, ma per tutte le discipline impiegate nella scuola.

Obiettivi di apprendimento al termine della classe terza della scuola primaria

Ascolto e parlato

– Prendere la parola negli scambi comunicativi (dialogo, conversazione, discussione) rispettando i turni di parola.

– Comprendere l’argomento e le informazioni principali di discorsi affrontati in classe.

– Ascoltare testi narrativi ed espositivi mostrando di saperne cogliere il senso globale e riesporli in modo comprensibile a chi ascolta.

– Comprendere e dare semplici istruzioni su un gioco o un’attività conosciuta.

– Raccontare storie personali o fantastiche rispettando l’ordine cronologico ed esplicitando le informazioni necessarie perché il racconto sia chiaro per chi ascolta.

– Ricostruire verbalmente le fasi di un’esperienza vissuta a scuola o in altri contesti.

Lettura

– Padroneggiare la lettura strumentale (di decifrazione) sia nella modalità ad alta voce, curandone l’espressione, sia in quella silenziosa.

– Prevedere il contenuto di un testo semplice in base ad alcuni elementi come il titolo e le immagini; comprendere il significato di parole non note in base al testo.

– Leggere testi (narrativi, descrittivi, informativi) cogliendo l’argomento di cui si parla e individuando le informazioni principali e le loro relazioni.

– Comprendere testi di tipo diverso, continui e non continui, in vista di scopi pratici, di intrattenimento e di svago.

– Leggere semplici e brevi testi letterari, sia poetici sia narrativi, mostrando di saperne cogliere il senso globale.

– Leggere semplici testi di divulgazione per ricavarne informazioni utili ad ampliare conoscenze su temi noti.

Scrittura

– Acquisire le capacità manuali, percettive e cognitive necessarie per l’apprendimento della scrittura.

– Scrivere sotto dettatura curando in modo particolare l’ortografia.

– Produrre semplici testi funzionali, narrativi e descrittivi legati a scopi concreti (per utilità personale, per comunicare con altri, per ricordare, ecc.) e connessi con situazioni quotidiane (contesto scolastico e/o familiare).

– Comunicare con frasi semplici e compiute, strutturate in brevi testi che rispettino le convenzioni ortografiche e di interpunzione.

Acquisizione ed espansione del lessico ricettivo e produttivo

– Comprendere in brevi testi il significato di parole non note basandosi sia sul contesto sia sulla conoscenza intuitiva delle famiglie di parole.

– Ampliare il patrimonio lessicale attraverso esperienze scolastiche ed extrascolastiche e attività di interazione orale e di lettura.

– Usare in modo appropriato le parole man mano apprese.

– Effettuare semplici ricerche su parole ed espressioni presenti nei testi, per ampliare il lessico d’uso.

Elementi di grammatica esplicita e riflessione sugli usi della lingua

– Confrontare testi per coglierne alcune caratteristiche specifiche (ad es. maggiore o minore efficacia comunicativa, differenze tra testo orale e testo scritto, ecc.).

– Riconoscere se una frase è o no completa, costituita cioè dagli elementi essenziali (soggetto, verbo, complementi necessari).

– Prestare attenzione alla grafia delle parole nei testi e applicare le conoscenze ortografiche nella propria produzione scritta.

Obiettivi di apprendimento al termine della classe quinta della scuola primaria

Ascolto e parlato

– Interagire in modo collaborativo in una conversazione, in una discussione, in un dialogo su argomenti di esperienza diretta, formulando domande, dando risposte e fornendo spiegazioni ed esempi.

– Comprendere il tema e le informazioni essenziali di un’esposizione (diretta o trasmessa); comprendere lo scopo e l’argomento di messaggi trasmessi dai media (annunci, bollettini ...).

– Formulare domande precise e pertinenti di spiegazione e di approfondimento durante o dopo l’ascolto.

– Comprendere consegne e istruzioni per l’esecuzione di attività scolastiche ed extrascolastiche.

– Cogliere in una discussione le posizioni espresse dai compagni ed esprimere la propria opinione su un argomento in modo chiaro e pertinente.

– Raccontare esperienze personali o storie inventate organizzando il racconto in modo chiaro, rispettando l’ordine cronologico e logico e inserendo gli opportuni elementi descrittivi e informativi. – Organizzare un semplice discorso orale su un tema affrontato in classe con un breve intervento preparato in precedenza o un’esposizione su un argomento di studio utilizzando una scaletta.

Lettura

– Impiegare tecniche di lettura silenziosa e di lettura espressiva ad alta voce.

– Usare, nella lettura di vari tipi di testo, opportune strategie per analizzare il contenuto; porsi domande all’inizio e durante la lettura del testo; cogliere indizi utili a risolvere i nodi della comprensione.

– Sfruttare le informazioni della titolazione, delle immagini e delle didascalie per farsi un’idea del testo che si intende leggere.

– Leggere e confrontare informazioni provenienti da testi diversi per farsi un’idea di un argomento, per trovare spunti a partire dai quali parlare o scrivere.

– Ricercare informazioni in testi di diversa natura e provenienza (compresi moduli, orari, grafici, mappe ecc.) per scopi pratici o conoscitivi, applicando tecniche di supporto alla comprensione (quali, ad esempio, sottolineare, annotare informazioni, costruire mappe e schemi ecc.).

– Seguire istruzioni scritte per realizzare prodotti, per regolare comportamenti, per svolgere un’attività, per realizzare un procedimento.

– Leggere testi narrativi e descrittivi, sia realistici sia fantastici, distinguendo l’invenzione letteraria dalla realtà.

– Leggere testi letterari narrativi, in lingua italiana contemporanea, e semplici testi poetici cogliendone il senso, le caratteristiche formali più evidenti, l’intenzione comunicativa dell’autore ed esprimendo un motivato parere personale.

Scrittura

– Raccogliere le idee, organizzarle per punti, pianificare la traccia di un racconto o di un’esperienza. – Produrre racconti scritti di esperienze personali o vissute da altri che contengano le informazioni essenziali relative a persone, luoghi, tempi, situazioni, azioni.

– Scrivere lettere indirizzate a destinatari noti, lettere aperte o brevi articoli di cronaca per il giornalino 33 scolastico o per il sito web della scuola, adeguando il testo ai destinatari e alle situazioni.

– Esprimere per iscritto esperienze, emozioni, stati d’animo sotto forma di diario.

– Rielaborare testi (ad esempio: parafrasare o riassumere un testo, trasformarlo, completarlo) e redigerne di nuovi, anche utilizzando programmi di videoscrittura.

– Scrivere semplici testi regolativi o progetti schematici per l’esecuzione di attività (ad esempio: regole di gioco, ricette, ecc.).

– Realizzare testi collettivi per relazionare su esperienze scolastiche e argomenti di studio.

– Produrre testi creativi sulla base di modelli dati (filastrocche, racconti brevi, poesie).

– Sperimentare liberamente, anche con l’utilizzo del computer, diverse forme di scrittura, adattando il lessico, la struttura del testo, l’impaginazione, le soluzioni grafiche alla forma testuale scelta e integrando eventualmente il testo verbale con materiali multimediali. – Produrre testi sostanzialmente corretti dal punto di vista ortografico, morfosintattico, lessicale, rispettando le funzioni sintattiche dei principali segni interpuntivi.

Acquisizione ed espansione del lessico ricettivo e produttivo

– Comprendere ed utilizzare in modo appropriato il lessico di base (parole del vocabolario fondamentale e di quello ad alto uso).

– Arricchire il patrimonio lessicale attraverso attività comunicative orali, di lettura e di scrittura e attivando la conoscenza delle principali relazioni di significato tra le parole (somiglianze, differenze, appartenenza a un campo semantico).

– Comprendere che le parole hanno diverse accezioni e individuare l’accezione specifica di una parola in un testo.

– Comprendere, nei casi più semplici e frequenti, l’uso e il significato figurato delle parole.

– Comprendere e utilizzare parole e termini specifici legati alle discipline di studio.

– Utilizzare il dizionario come strumento di consultazione.

Elementi di grammatica esplicita e riflessione sugli usi della lingua

– Relativamente a testi o in situazioni di esperienza diretta, riconoscere la variabilità della lingua nel tempo e nello spazio geografico, sociale e comunicativo.

– Conoscere i principali meccanismi di formazione delle parole (parole semplici, derivate, composte).

– Comprendere le principali relazioni di significato tra le parole (somiglianze, differenze, appartenenza a un campo semantico).

– Riconoscere la struttura del nucleo della frase semplice (la cosiddetta frase minima): predicato, soggetto, altri elementi richiesti dal verbo.

– Riconoscere in una frase o in un testo le parti del discorso, o categorie lessicali, riconoscerne i principali tratti grammaticali; riconoscere le congiunzioni di uso più frequente (come e, ma, infatti, perché, quando)

– Conoscere le fondamentali convenzioni ortografiche e servirsi di questa conoscenza per rivedere la propria produzione scritta e correggere eventuali errori.

Lingua inglese e seconda lingua comunitaria

Per facilitare i processi che rendono possibili questi risultati è necessario che all’apprendimento delle lingue venga assicurata sia trasversalità in “orizzontale”, sia continuità in “verticale”. Attraverso la progettazione concordata degli insegnamenti d’italiano, delle due lingue straniere e di altre discipline si realizza la trasversalità in orizzontale come area di intervento comune per lo sviluppo linguistico-cognitivo. La continuità verticale si realizza dalla scuola primaria alla scuola secondaria di primo grado mediante la progressione degli obiettivi relativi alle diverse competenze e lo sviluppo delle strategie per imparare le lingue.

Obiettivi di apprendimento al termine della classe terza della scuola primaria

Ascolto (comprensione orale)

– Comprendere vocaboli, istruzioni, espressioni e frasi di uso quotidiano, pronunciati chiaramente e lentamente relativi a sé stesso, ai compagni, alla famiglia.

Parlato (produzione e interazione orale)

– Produrre frasi significative riferite ad oggetti, luoghi, persone, situazioni note.

– Interagire con un compagno per presentarsi e/o giocare, utilizzando espressioni e frasi memorizzate adatte alla situazione.

Lettura (comprensione scritta)

– Comprendere cartoline, biglietti e brevi messaggi, accompagnati preferibilmente da supporti visivi o sonori, cogliendo parole e frasi già acquisite a livello orale.

Scrittura (produzione scritta)

– Scrivere parole e semplici frasi di uso quotidiano attinenti alle attività svolte in classe e ad interessi personali e del gruppo.

Obiettivi di apprendimento al termine della classe quinta della scuola primaria

Ascolto (comprensione orale)

– Comprendere brevi dialoghi, istruzioni, espressioni e frasi di uso quotidiano se pronunciate chiaramente e identificare il tema generale di un discorso in cui si parla di argomenti conosciuti.

– Comprendere brevi testi multimediali identificandone parole chiave e il senso generale.

Parlato (produzione e interazione orale)

– Descrivere persone, luoghi e oggetti familiari utilizzando parole e frasi già incontrate ascoltando e/o leggendo.

– Riferire semplici informazioni afferenti alla sfera personale, integrando il significato di ciò che si dice con mimica e gesti.

– Interagire in modo comprensibile con un compagno o un adulto con cui si ha familiarità, utilizzando espressioni e frasi adatte alla situazione.

Lettura (comprensione scritta)

– Leggere e comprendere brevi e semplici testi, accompagnati preferibilmente da supporti visivi, cogliendo il loro significato globale e identificando parole e frasi familiari.

Scrittura (produzione scritta)

– Scrivere in forma comprensibile messaggi semplici e brevi per presentarsi, per fare gli auguri, per ringraziare o invitare qualcuno, per chiedere o dare notizie, ecc.

Riflessione sulla lingua e sull’apprendimento

– Osservare coppie di parole simili come suono e distinguerne il significato.

– Osservare parole ed espressioni nei contesti d’uso e coglierne i rapporti di significato.

– Osservare la struttura delle frasi e mettere in relazione costrutti e intenzioni comunicative.

– Riconoscere che cosa si è imparato e che cosa si deve imparare.

Storia

Tutto ciò che è rimasto dei popoli e delle società antiche (città, resti conservati nei siti archeologici, opere d’arte, tradizioni che si riversano nelle varie discipline e cultura alimentare) si fa portavoce di un segno identitario che deve lasciare il segno alle nuove generazioni: comprendendo il passato, le nuove generazioni hanno una chiave di lettura del presente.

Strumenti come libri, laboratori e siti web rappresentano un’opportunità per apprendere e consolidare ciò che sappiamo a proposito della storia. Essa, infatti, si configura come campo scientifico al fine di indagare ed interpretare gli eventi del passato.

Studiare la storia permette lo sviluppo del pensiero critico, capace di definire cosa c’è stato di positivo e negativo negli anni, secoli e millenni precedenti. Tale disciplina si riversa agevolmente in altre discipline mediante relazioni semantiche, conoscenze e concettualizzazioni.

Obiettivi di apprendimento al termine della classe terza della scuola primaria

Uso delle fonti

– Individuare le tracce e usarle come fonti per produrre conoscenze sul proprio passato, della generazione degli adulti e della comunità di appartenenza.

– Ricavare da fonti di tipo diverso informazioni e conoscenze su aspetti del passato.

Organizzazione delle informazioni

– Rappresentare graficamente e verbalmente le attività, i fatti vissuti e narrati.

– Riconoscere relazioni di successione e di contemporaneità, durate, periodi, cicli temporali, mutamenti, in fenomeni ed esperienze vissute e narrate.

– Comprendere la funzione e l’uso degli strumenti convenzionali per la misurazione e la rappresentazione del tempo (orologio, calendario, linea temporale …).

Strumenti concettuali

– Seguire e comprendere vicende storiche attraverso l’ascolto o lettura di testi dell’antichità, di storie, racconti, biografie di grandi del passato.

– Organizzare le conoscenze acquisite in semplici schemi temporali.

– Individuare analogie e differenze attraverso il confronto tra quadri storico-sociali diversi, lontani nello spazio e nel tempo.

Produzione scritta e orale

– Rappresentare conoscenze e concetti appresi mediante grafismi, disegni, testi scritti e con risorse digitali.

– Riferire in modo semplice e coerente le conoscenze acquisite.

Obiettivi di apprendimento al termine della classe quinta della scuola primaria

Uso delle fonti

– Produrre informazioni con fonti di diversa natura utili alla ricostruzione di un fenomeno storico.

– Rappresentare, in un quadro storico-sociale, le informazioni che scaturiscono dalle tracce del passato presenti sul territorio vissuto.

Organizzazione delle informazioni

– Leggere una carta storico-geografica relativa alle civiltà studiate.

– Usare cronologie e carte storico-geografiche per rappresentare le conoscenze.

– Confrontare i quadri storici delle civiltà affrontate.

Strumenti concettuali

– Usare il sistema di misura occidentale del tempo storico (avanti Cristo – dopo Cristo) e comprendere i sistemi di misura del tempo storico di altre civiltà.

– Elaborare rappresentazioni sintetiche delle società studiate, mettendo in rilievo le relazioni fra gli elementi caratterizzanti.

Produzione scritta e orale

 

– Confrontare aspetti caratterizzanti le diverse società studiate anche in rapporto al presente.

– Ricavare e produrre informazioni da grafici, tabelle, carte storiche, reperti iconografici e consultare testi di genere diverso, manualistici e non, cartacei e digitali.

– Esporre con coerenza conoscenze e concetti appresi, usando il linguaggio specifico della disciplina. – Elaborare in testi orali e scritti gli argomenti studiati, anche usando risorse digitali.

 

Geografia

 

La geografia è una delle discipline più trasversali in campo didattico, in quanto lega temi economici, giuridici, antropologici, scientifici e ambientali. Il bambino incontra la geografia per la prima volta attraverso l’esplorazione diretta, consolidando il rapporto tra sé stesso e lo spazio circostante. Tale disciplina promuove il concetto di cittadinanza attiva, grazie alla quale ognuno di noi diventa consapevole di far parte di una comunità territoriale. Tra le principali conseguenze positive dell’apprendimento dei temi geografici è l’opportunità di abbracciare prospettive diverse con un approccio interculturale.

Mediante la geografia è possibile sensibilizzare gli alunni verso temi di forte rilevanza, come: la biodiversità, il riciclaggio e l’educazione ambientale. Tutto ciò non fa altro che promuovere il pensiero critico nei confronti di una migliore gestione del territorio, attraverso sani gesti nella quotidianità.

 

Obiettivi di apprendimento al termine della classe terza della scuola primaria

 

Orientamento

 

– Muoversi consapevolmente nello spazio circostante, orientandosi attraverso punti di riferimento, utilizzando gli indicatori topologici (avanti, dietro, sinistra, destra, ecc.) e le mappe di spazi noti che si formano nella mente (carte mentali).

 

Linguaggio della geo-graficità

 

– Rappresentare in prospettiva verticale oggetti e ambienti noti (pianta dell’aula, ecc.) e tracciare percorsi effettuati nello spazio circostante.

– Leggere e interpretare la pianta dello spazio vicino.

 

Paesaggio

 

– Conoscere il territorio circostante attraverso l’approccio percettivo e l’osservazione diretta.

– Individuare e descrivere gli elementi fisici e antropici che caratterizzano i paesaggi dell’ambiente di vita della propria regione.

 

Regione e sistema territoriale

 

- Comprendere che il territorio è uno spazio organizzato e modificato dalle attività umane.

- Riconoscere, nel proprio ambiente di vita, le funzioni dei vari spazi e le loro connessioni, gli interventi positivi e negativi dell’uomo e progettare soluzioni, esercitando la cittadinanza attiva.

 

Obiettivi di apprendimento al termine della classe quinta della scuola primaria

 

Orientamento

 

– Orientarsi utilizzando la bussola e i punti cardinali anche in relazione al Sole.

– Estendere le proprie carte mentali al territorio italiano, all’Europa e ai diversi continenti, attraverso gli strumenti dell’osservazione indiretta (filmati e fotografie, documenti cartografici, immagini da telerilevamento, elaborazioni digitali, ecc.).

 

Linguaggio della geo-graficità

 

– Analizzare i principali caratteri fisici del territorio, fatti e fenomeni locali e globali, interpretando carte geografiche di diversa scala, carte tematiche, grafici, elaborazioni digitali, repertori statistici relativi a indicatori socio-demografici ed economici.

– Localizzare sulla carta geografica dell’Italia le regioni fisiche, storiche e amministrative; localizzare sul planisfero e sul globo la posizione dell’Italia in Europa e nel mondo.

– Localizza le regioni fisiche principali e i grandi caratteri dei diversi continenti e degli oceani.

 

Paesaggio

– Conoscere gli elementi che caratterizzano i principali paesaggi italiani, europei e mondiali, individuando le analogie e le differenze (anche in relazione ai quadri socio-storici del passato) e gli elementi di particolare valore ambientale e culturale da tutelare e valorizzare.

 

Regione e sistema territoriale

 

– Acquisire il concetto di regione geografica (fisica, climatica, storico-culturale, amministrativa) e utilizzarlo a partire dal contesto italiano.

– Individuare problemi relativi alla tutela e valorizzazione del patrimonio naturale e culturale, proponendo soluzioni idonee nel proprio contesto di vita.

 

Matematica

 

La matematica promuove la formazione personale mediante concettualizzazioni, tipologie di artefatti diversi e la quotidianità nella quale ciascun alunno è immerso. In particolar modo, consente leggere il mondo in chiave scientifica. L’espediente ottimale è il laboratorio, esperienza fertile per il bambino al fine di eseguire raccolte di dati, formulare ipotesi, progettare, sperimentare, argomentare il proprio pensiero, e costruire nuovi significati.

Lo sviluppo del pensiero matematico implica un processo progressivo che porta ad una graduale costruzione del linguaggio disciplinare in questione, ad una maggiore performance di risoluzione di problemi. In particolare, ogni alunno cercherà di risolvere le situazioni problematiche attraverso rappresentazioni diverse, le corrette rilevazioni di ciò che è già noto e di quello che si deve ancora rilevare, mediante una o più strategie adeguate alla risoluzione del problema di riferimento.

 

Obiettivi di apprendimento al termine della classe terza della scuola primaria

 

Numeri

 

– Contare oggetti o eventi, a voce e mentalmente, in senso progressivo e regressivo e per salti di due, tre, ...

– Leggere e scrivere i numeri naturali in notazione decimale, avendo consapevolezza della notazione posizionale; confrontarli e ordinarli, anche rappresentandoli sulla retta.

– Eseguire mentalmente semplici operazioni con i numeri naturali e verbalizzare le procedure di calcolo.

– Conoscere con sicurezza le tabelline della moltiplicazione dei numeri fino a 10. Eseguire le operazioni con i numeri naturali con gli algoritmi scritti usuali.

– Leggere, scrivere, confrontare numeri decimali, rappresentarli sulla retta ed eseguire semplici addizioni e sottrazioni, anche con riferimento alle monete o ai risultati di semplici misure.

 

Spazio e figure

– Percepire la propria posizione nello spazio e stimare distanze e volumi a partire dal proprio corpo. – Comunicare la posizione di oggetti nello spazio fisico, sia rispetto al soggetto, sia rispetto ad altre persone o oggetti, usando termini adeguati (sopra/sotto, davanti/dietro, destra/sinistra, dentro/fuori).

– Eseguire un semplice percorso partendo dalla descrizione verbale o dal disegno, descrivere un percorso che si sta facendo e dare le istruzioni a qualcuno perché compia un percorso desiderato.

– Riconoscere, denominare e descrivere figure geometriche.

– Disegnare figure geometriche e costruire modelli materiali anche nello spazio.

 

Relazioni, dati e previsioni

– Classificare numeri, figure, oggetti in base a una o più proprietà, utilizzando rappresentazioni opportune, a seconda dei contesti e dei fini.

– Argomentare sui criteri che sono stati usati per realizzare classificazioni e ordinamenti assegnati. – Leggere e rappresentare relazioni e dati con diagrammi, schemi e tabelle.

– Misurare grandezze (lunghezze, tempo, ecc.) utilizzando sia unità arbitrarie sia unità e strumenti convenzionali (metro, orologio, ecc.).

 

Obiettivi di apprendimento al termine della classe quinta della scuola primaria

 

Numeri

– Leggere, scrivere, confrontare numeri decimali.

– Eseguire le quattro operazioni con sicurezza, valutando l’opportunità di ricorrere al calcolo mentale, scritto o con la calcolatrice a seconda delle situazioni.

– Eseguire la divisione con resto fra numeri naturali; individuare multipli e divisori di un numero.

– Stimare il risultato di una operazione.

– Operare con le frazioni e riconoscere frazioni equivalenti.

– Utilizzare numeri decimali, frazioni e percentuali per descrivere situazioni quotidiane.

– Interpretare i numeri interi negativi in contesti concreti.

– Rappresentare i numeri conosciuti sulla retta e utilizzare scale graduate in contesti significativi per le scienze e per la tecnica.

– Conoscere sistemi di notazione dei numeri che sono o sono stati in uso in luoghi, tempi e culture diverse dalla nostra.

 

Spazio e figure

 

– Descrivere, denominare e classificare figure geometriche, identificando elementi significativi e simmetrie, anche al fine di farle riprodurre da altri.

– Riprodurre una figura in base a una descrizione, utilizzando gli strumenti opportuni (carta a quadretti, riga e compasso, squadre, software di geometria).

– Utilizzare il piano cartesiano per localizzare punti.

– Costruire e utilizzare modelli materiali nello spazio e nel piano come supporto a una prima capacità di visualizzazione.

– Riconoscere figure ruotate, traslate e riflesse.

– Confrontare e misurare angoli utilizzando proprietà e strumenti.

– Utilizzare e distinguere fra loro i concetti di perpendicolarità, parallelismo, orizzontalità, verticalità, parallelismo.

– Riprodurre in scala una figura assegnata (utilizzando, ad esempio, la carta a quadretti).

– Determinare il perimetro di una figura utilizzando le più comuni formule o altri procedimenti.

– Determinare l’area di rettangoli e triangoli e di altre figure per scomposizione o utilizzando le più comuni formule.

– Riconoscere rappresentazioni piane di oggetti tridimensionali, identificare punti di vista diversi di uno stesso oggetto (dall’alto, di fronte, ecc.).

 

Relazioni, dati e previsioni

 

– Rappresentare relazioni e dati e, in situazioni significative, utilizzare le rappresentazioni per ricavare informazioni, formulare giudizi e prendere decisioni.

– Usare le nozioni di frequenza, di moda e di media aritmetica, se adeguata alla tipologia dei dati a disposizione.

– Rappresentare problemi con tabelle e grafici che ne esprimono la struttura.

– Utilizzare le principali unità di misura per lunghezze, angoli, aree, volumi/capacità, intervalli temporali, masse, pesi per effettuare misure e stime.

– Passare da un’unità di misura a un’altra, limitatamente alle unità di uso più comune, anche nel contesto del sistema monetario.

– In situazioni concrete, di una coppia di eventi intuire e cominciare ad argomentare qual è il più probabile, dando una prima quantificazione nei casi più semplici, oppure riconoscere se si tratta di eventi ugualmente probabili.

– Riconoscere e descrivere regolarità in una sequenza di numeri o di figure.

 

Scienze

 

Le conoscenze scientifiche si sono evolute negli anni mediante un modello d’indagine basato sull’osservazione dei fatti, sulla formulazione delle ipotesi, sulla sperimentazione e sulla validità o smentita dell’ipotesi, con una conseguente interpretazione.

È necessario che gli alunni affrontino la disciplina scientifica attraverso un’impostazione metodologica, focalizzando l’attenzione sulle strutture di pensiero e sui contenuti trasversali, evitando così che le scienze si identifichino come un agglomerato di contenuti puramente nozionistici.

 

Obiettivi di apprendimento al termine della classe terza di scuola primaria

 

Esplorare e descrivere oggetti e materiali

 

– Individuare, attraverso l’interazione diretta, la struttura di oggetti semplici, analizzarne qualità e proprietà, descriverli nella loro unitarietà e nelle loro parti, scomporli e ricomporli, riconoscerne funzioni e modi d’uso.

– Seriare e classificare oggetti in base alle loro proprietà.

– Individuare strumenti e unità di misura appropriati alle situazioni problematiche in esame, fare misure e usare la matematica conosciuta per trattare i dati.

– Descrivere semplici fenomeni della vita quotidiana legati ai liquidi, al cibo, alle forze e al movimento, al calore, ecc.

 

Osservare e sperimentare sul campo

 

– Osservare i momenti significativi nella vita di piante e animali, realizzando allevamenti in classe di piccoli animali, semine in terrari e orti, ecc. Individuare somiglianze e differenze nei percorsi di sviluppo di organismi animali e vegetali.

– Osservare, con uscite all’esterno, le caratteristiche dei terreni e delle acque.

– Osservare e interpretare le trasformazioni ambientali naturali (ad opera del sole, di agenti atmosferici, dell’acqua, ecc.) e quelle ad opera dell’uomo (urbanizzazione, coltivazione, industrializzazione, ecc.).

– Avere familiarità con la variabilità dei fenomeni atmosferici (venti, nuvole, pioggia, ecc.) e con la periodicità dei fenomeni celesti (dì/notte, percorsi del sole, stagioni).

 

L’uomo i viventi e l’ambiente

 

- Riconoscere e descrivere le caratteristiche del proprio ambiente.

- Osservare e prestare attenzione al funzionamento del proprio corpo (fame, sete, dolore, movimento, freddo e caldo, ecc.) per riconoscerlo come organismo complesso, proponendo modelli elementari del suo funzionamento.

- Riconoscere in altri organismi viventi, in relazione con i loro ambienti, bisogni analoghi ai propri.

 

Obiettivi di apprendimento al termine della classe quinta della scuola primaria

 

Oggetti, materiali e trasformazioni

 

- Individuare, nell’osservazione di esperienze concrete, alcuni concetti scientifici quali: dimensioni spaziali, peso, peso specifico, forza, movimento, pressione, temperatura, calore, ecc.

- Cominciare a riconoscere regolarità nei fenomeni e a costruire in modo elementare il concetto di energia.

- Osservare, utilizzare e, quando è possibile, costruire semplici strumenti di misura: recipienti per misure di volumi/capacità, bilance a molla, ecc.) imparando a servirsi di unità convenzionali.

- Individuare le proprietà di alcuni materiali come, ad esempio: la durezza, il peso, l’elasticità, la trasparenza, la densità, ecc.; realizzare sperimentalmente semplici soluzioni in acqua (acqua e zucchero, acqua e inchiostro, ecc).

- Osservare e schematizzare alcuni passaggi di stato, costruendo semplici modelli interpretativi e provando ad esprimere in forma grafica le relazioni tra variabili individuate (temperatura in funzione del tempo, ecc.).

 

Osservare e sperimentare sul campo

 

- Proseguire nelle osservazioni frequenti e regolari, a occhio nudo o con appropriati strumenti, con i compagni e autonomamente, di una porzione di ambiente vicino; individuare gli elementi che lo caratterizzano e i loro cambiamenti nel tempo.

- Conoscere la struttura del suolo sperimentando con rocce, sassi e terricci; osservare le caratteristiche dell’acqua e il suo ruolo nell’ambiente.

- Ricostruire e interpretare il movimento dei diversi oggetti celesti, rielaborandoli anche attraverso giochi col corpo.

 

L’uomo i viventi e l’ambiente

 

- Descrivere e interpretare il funzionamento del corpo come sistema complesso situato in un ambiente; costruire modelli plausibili sul funzionamento dei diversi apparati, elaborare primi modelli intuitivi di struttura cellulare.

- Avere cura della propria salute anche dal punto di vista alimentare e motorio. Acquisire le prime informazioni sulla riproduzione e la sessualità.

- Riconoscere, attraverso l’esperienza di coltivazioni, allevamenti, ecc. che la vita di ogni organismo è in relazione con altre e differenti forme di vita.

- Elaborare i primi elementi di classificazione animale e vegetale sulla base di osservazioni personali. - Proseguire l’osservazione e l’interpretazione delle trasformazioni ambientali, ivi comprese quelle globali, in particolare quelle conseguenti all’azione modificatrice dell’uomo.

 

Musica

 

La musica offre l’occasione di stimolare e attivare i processi di cooperazione, di socializzazione, di partecipazione ad una comunità, all’acquisizione di conoscenze e attività pratiche legate principalmente agli strumenti musicali. Naturalmente, essi non sono indispensabili per fare musica; del resto, anche il canto e l’ascolto si configurano come attività musicali. L’apprendimento in ambito musicale consente di promuovere le componenti percettivo-motorie, cognitive e sociali degli studenti.

La musica è stata e continua a rimanere uno straordinario mezzo di espressione di sé stessi e di comunicazione con gli altri, con la mano aperta verso altre sfere artistiche e di altri saperi.

 

Obiettivi di apprendimento al termine della classe quinta della scuola primaria

 

– Utilizzare voce, strumenti e nuove tecnologie sonore in modo creativo e consapevole, ampliando con gradualità le proprie capacità di invenzione e improvvisazione.

– Eseguire collettivamente e individualmente brani vocali/strumentali anche polifonici, curando 59 l’intonazione, l’espressività e l’interpretazione.

– Valutare aspetti funzionali ed estetici in brani musicali di vario genere e stile, in relazione al riconoscimento di culture, di tempi e luoghi diversi.

– Riconoscere e classificare gli elementi costitutivi basilari del linguaggio musicale all’interno di brani di vario genere e provenienza.

– Rappresentare gli elementi basilari di brani musicali e di eventi sonori attraverso sistemi simbolici convenzionali e non convenzionali.

– Riconoscere gli usi, le funzioni e i contesti della musica e dei suoni nella realtà multimediale (cinema, televisione, computer).

 

Arte e immagine

 

La disciplina arte e immagine promuove la personalità dell’allievo integrando la sfera sensoriale, linguistico-comunicativa, storico-culturale espressiva e patrimoniale. Infatti, lo scopo di questa disciplina consiste nello sviluppare negli studenti la capacità di esprimere il proprio sé, di comprendere le opere artistiche e di sviluppare una propria sensibilità verso l’arte, assumendo così quella dose di attenzione verso il patrimonio artistico. Da non trascurare è l’attivazione e il potenziamento del pensiero critico.

Grazie alla suddetta disciplina, l’alunno ha l’opportunità di apprendere gli elementi di base del linguaggio delle immagini, approcciandosi alle opere d’arte mediante metodi diversi di approccio. Questo implica anche la possibilità di intraprendere esperienze dirette con ambienti relativi all’arte, come ad esempio nei musei.

 

Obiettivi di apprendimento al termine della classe quinta della scuola primaria

 

Esprimersi e comunicare

 

– Elaborare creativamente produzioni personali e autentiche per esprimere sensazioni ed emozioni; rappresentare e comunicare la realtà percepita;

– Trasformare immagini e materiali ricercando soluzioni figurative originali.

– Sperimentare strumenti e tecniche diverse per realizzare prodotti grafici, plastici, pittorici e multimediali.

– Introdurre nelle proprie produzioni creative elementi linguistici e stilistici scoperti osservando immagini e opere d’arte.

 

Osservare e leggere le immagini

 

– Guardare e osservare con consapevolezza un’immagine e gli oggetti presenti nell’ambiente descrivendo gli elementi formali, utilizzando le regole della percezione visiva e l’orientamento nello spazio.

– Riconoscere in un testo iconico-visivo gli elementi grammaticali e tecnici del linguaggio visivo (linee, colori, forme, volume, spazio) individuando il loro significato espressivo.

– Individuare nel linguaggio del fumetto, filmico e audiovisivo le diverse tipologie di codici, le sequenze narrative e decodificare in forma elementare i diversi significati.

 

Comprendere e apprezzare le opere d’arte

 

– Individuare in un’opera d’arte, sia antica che moderna, gli elementi essenziali della forma, del linguaggio, della tecnica e dello stile dell’artista per comprenderne il messaggio e la funzione.

– Familiarizzare con alcune forme di arte e di produzione artigianale appartenenti alla propria e ad altre culture.

– Riconoscere e apprezzare nel proprio territorio gli aspetti più caratteristici del patrimonio ambientale e urbanistico e i principali monumenti storico-artistici.

 

Educazione fisica

 

L’educazione fisica mira a promuovere la conoscenza di sé stesso nella relazione con l’ambiente esterno, stimolando e potenziando le potenzialità di ogni individuo. In particolar modo, l’insegnante si occupa di richiamare attività che includono il movimento costante del proprio corpo ed una maggiore sensibilità nella cura del proprio benessere fisico e mentale, evitando così di cadere in cattive abitudini (come quelle alimentari) e in problematiche legate ad insufficienza motoria.

Tale disciplina aiuta ad accettare con consapevolezza i cambiamenti del proprio corpo, aprendosi ad attività motorie e sportive che richiedono l’impiego di risorse cognitive, costruendo sani rapporti sociali e relazionali.

 

Obiettivi di apprendimento al termine della classe quinta della scuola primaria

 

Il corpo e la sua relazione con lo spazio e il tempo

 

– Coordinare e utilizzare diversi schemi motori combinati tra loro inizialmente in forma successiva e poi in forma simultanea (correre / saltare, afferrare / lanciare, ecc).

– Riconoscere e valutare traiettorie, distanze, ritmi esecutivi e successioni temporali delle azioni motorie, sapendo organizzare il proprio movimento nello spazio in relazione a sé, agli oggetti, agli altri.

 

Il linguaggio del corpo come modalità comunicativo-espressiva

 

– Utilizzare in forma originale e creativa modalità espressive e corporee anche attraverso forme di drammatizzazione e danza, sapendo trasmettere nel contempo contenuti emozionali.

– Elaborare ed eseguire semplici sequenze di movimento o semplici coreografie individuali e collettive.

 

Il gioco, lo sport, le regole e il fair play

 

– Conoscere e applicare correttamente modalità esecutive di diverse proposte di giocosport.

– Saper utilizzare numerosi giochi derivanti dalla tradizione popolare applicandone indicazioni e regole.

– Partecipare attivamente alle varie forme di gioco, organizzate anche in forma di gara, collaborando con gli altri.

– Rispettare le regole nella competizione sportiva; saper accettare la sconfitta con equilibrio, e vivere la vittoria esprimendo rispetto nei confronti dei perdenti, accettando le diversità, manifestando senso di responsabilità.

 

Salute e benessere, prevenzione e sicurezza

 

– Assumere comportamenti adeguati per la prevenzione degli infortuni e per la sicurezza nei vari ambienti di vita.

– Riconoscere il rapporto tra alimentazione, ed esercizio fisico in relazione a sani stili di vita. Acquisire consapevolezza delle funzioni fisiologiche (cardio-respiratorie e muscolari) e dei loro cambiamenti in relazione all’esercizio fisico.

 

Tecnologia

 

La tecnologia richiede l’impiego di strumenti e dispositivi, grazie ai quali gli studenti possono soddisfare i propri bisogni d’apprendimento: in questo caso, manipolare materiali tecnologici rappresenta per loro un espediente per scoprire i processi di fabbricazione, la gestione organizzativa, la fornitura dei prodotti finiti e la gestione dello smaltimento. Ma non solo: la tecnologia ricopre il ruolo di far concepire alle generazioni future la spinta nella trasformazione dell’ambiente attraverso un uso responsabile ed in funzione delle risorse ambientali dal punto di vista economico ed etico.

In riferimento alle tecnologie dell’informazione e della comunicazione, le comunità scolastiche si impegnano a presentare situazioni problematiche da far risolvere agli studenti, mettendo in gioco le loro abilità cognitive e sociali, in un approccio collaborativo. In tal senso, il laboratorio si configura essere una vera e propria modalità per comprendere fenomeni in modo attivo. Inoltre, è importante utilizzare la tecnologia in modo etico e responsabile, in modo tale che gli alunni possano continuare la formazione della propria persona umana. Proprio per questo, la figura dell’insegnante è fondamentale per l’acquisizione di un utilizzo critico e consapevole delle tecnologie, ai fini di garantire condizioni ottimali nella sfera psicologica dell’individuo. Si tratta di un compito da riversare nelle discipline mediante una collaborazione salda e positiva tra i docenti.

 

Obiettivi di apprendimento al termine della classe quinta della scuola primaria

 

Vedere e osservare

 

– Eseguire semplici misurazioni e rilievi fotografici sull’ambiente scolastico o sulla propria abitazione.

– Leggere e ricavare informazioni utili da guide d’uso o istruzioni di montaggio.

– Impiegare alcune regole del disegno tecnico per rappresentare semplici oggetti.

– Effettuare prove ed esperienze sulle proprietà dei materiali più comuni.

– Riconoscere e documentare le funzioni principali di una nuova applicazione informatica.

– Rappresentare i dati dell’osservazione attraverso tabelle, mappe, diagrammi, disegni, testi.

 

Prevedere e immaginare

 

– Effettuare stime approssimative su pesi o misure di oggetti dell’ambiente scolastico.

– Prevedere le conseguenze di decisioni o comportamenti personali o relative alla propria classe.

– Riconoscere i difetti di un oggetto e immaginarne possibili miglioramenti.

– Pianificare la fabbricazione di un semplice oggetto elencando gli strumenti e i materiali necessari. – Organizzare una gita o una visita ad un museo usando internet per reperire notizie e informazioni.

 

Intervenire e trasformare

 

– Smontare semplici oggetti e meccanismi, apparecchiature obsolete o altri dispositivi comuni.

– Utilizzare semplici procedure per la selezione, la preparazione e la presentazione degli alimenti.

– Eseguire interventi di decorazione, riparazione e manutenzione sul proprio corredo scolastico.

– Realizzare un oggetto in cartoncino descrivendo e documentando la sequenza delle operazioni.

– Cercare, selezionare, scaricare e installare sul computer un comune programma di utilità.

 

 

 

 

Obiettivi specifici

 

Tenete a mente che non possono esistere obiettivi specifici universali, standard per qualsiasi lezione e adattabili in qualsiasi classe. Essere di questa opinione, significa non aver compreso l’omogeneità che una classe presenta. Infatti, la classe affidata ad un docente sarà sempre diversa da quella di un altro insegnante. Tale ragione è da attribuire all’unicità di ciascun alunno, in quanto persona unica e irripetibile nel mondo. Pertanto, gli obiettivi specifici vanno formulati. Per te, insegnante che vuoi condurre una quotidianità lavorativa migliore e più efficiente, di seguito ti riporto determinati step precisi da rispettare per creare gli obiettivi specifici inerenti alla proposta progettuale che intendi portare in classe:

  1. Assicurati di aver già individuato i traguardi di competenza e gli obiettivi generali di apprendimento che, nel caso della primaria, ti basta selezionare quelli che intendi far raggiungere ai tuoi studenti grazie alla progettazione che intendi portare in classe
  2. Tieni a mente che gli obiettivi specifici devono essere collegati ai traguardi di competenza e agli obiettivi generali di apprendimento precedentemente individuati.
  3. Segna tutte le attività che i tuoi studenti devono eseguire nella progettazione.
  4. Inizia a formulare l’obiettivo tenendo presente che:
    • deve riguardare un’attività che i bambini devono essere in grado di svolgere e/o di sapere
    • analizza l’elenco di attività che hai ideato nel punto 3
    • deve iniziare con il verbo all’infinito
    • l’aspetto che hai deciso che la tua classe raggiunga deve essere osservabile e, pertanto, misurabile.

 

Parti dei contenuti presenti in questa pagina sono tratte dalle Indicazioni Nazionali per il curricolo della scuola dell’infanzia e del primo ciclo di istruzione (Ministero dell’Istruzione, D.M. 254/2012).
Il documento originale è disponibile sul sito del Ministero dell’Istruzione al seguente link: https://www.miur.gov.it/indicazioni-nazionali. 

 

 

Obiettivi Infanzia

Obiettivi Infanzia

Un aspetto proprio particolare di una progettazione di lezione è proprio la scelta degli obiettivi che, nel caso dell’infanzia, sono da formulare sia quelli generali sia quelli specifici. Ma è assolutamente possibile evitare di portare in classe un’idea di lezione e realizzarla decisamente con meno fatica.

Gli obiettivi di apprendimento individuano campi del sapere, conoscenze e abilità ritenuti indispensabili al fine di raggiungere i traguardi per lo sviluppo delle competenze. Essi sono utilizzati dalle scuole e dai docenti (del resto, se sei un docente già ne sarai al corrente) nella loro attività di progettazione didattica, con attenzione alle condizioni di contesto, didattiche e organizzative mirando ad un insegnamento ricco ed efficace. Inoltre, devono essere coerenti con gli altri punti di una progettazione (campi d’esperienza, traguardi, strumenti di valutazione, etc.) che dovresti eseguire nel momento in cui porti una lezione in classe.

Gli obiettivi sono organizzati in nuclei tematici e definiti in relazione a periodi didattici lunghi: l’intero triennio della scuola dell’infanzia, l’intero quinquennio della scuola primaria, l’intero triennio della scuola secondaria di primo grado. In riferimento alla distribuzione degli obiettivi lungo la scuola primaria, gli obiettivi di italiano, lingua inglese e seconda lingua comunitaria, storia, geografia, matematica e scienze sono indicati anche al termine della terza classe per garantire una più efficace progressione degli apprendimenti nella scuola primaria.

 

 

Gli obiettivi di apprendimento possono essere generali e specifici. I primi fanno riferimento ad una dichiarazione di intenti da parte dell’insegnante che stabilisce nella fase di progettazione didattica. Quelli specifici sono dichiarazioni circoscritte negli obiettivi generali e, pertanto, con una dichiarazione di intenti più specifica.

Quali sono gli obiettivi generali?

Nel documento ministeriale delle Indicazioni Nazionali del 2012, gli obiettivi generali sono presenti solo per la scuola primaria. Del resto, le Indicazioni costituiscono il quadro di riferimento per la progettazione curricolare affidata alle scuole. Sono un testo aperto, che la comunità professionale è chiamata ad assumere e a contestualizzare, elaborando specifiche scelte relative a contenuti, metodi, organizzazione e valutazione coerenti con i traguardi formativi previsti dal documento nazionale.

Tuttavia, è possibile mettere in evidenza il fatto che la scuola dell’infanzia mira a promuovere l’educazione e contribuisce allo sviluppo motorio, emotivo, cognitivo, linguistico, morale, religioso e sociale. Pertanto, per avere un’idea su come impostare i tuoi obiettivi generali di apprendimento all’infanzia, annota tutte le attività che intendi far svolgere alla tua classe; poi consulta le diverse sfere di sviluppo del bambino. Ad esempio, immaginando di aver indicato tutte le attività della lezione che devi progettare, successivamente puoi consultare la teoria qui sotto e formulare un obiettivo generale del tipo: Promuovere la relazione con l’insegnante e con i suoi pari mediante le occasioni di conversazione e confronto. Questo è solo un esempio. Adesso, tocca a te!

Sviluppo motorio: le componenti del movimento

Lo sviluppo motorio rappresenta l’insieme dei cambiamenti motori che si manifestano sin dalla vita intrauterina fino alla senescenza.

Le componenti motorie si suddividono in schemi motori di base, schemi posturali e capacità motorie. I primi a manifestarsi sono gli schemi motori e di base, fondamentali per l’acquisizione della capacità motorie. Gli schemi motori comportano azioni dinamiche e si manifestano sia nella dimensione del tempo sia nelle dimensioni dello spazio (strisciare, rotolare, dondolare, camminare, correre, saltare, arrampicarsi, afferrare, lanciare.

Gli schemi posturali, invece, implicano azioni sia statiche sia dinamiche e si manifestano nelle dimensioni dello spazio (flettere, estendere, spingere, piegare, inclinare, ruotare, slanciare).

Le capacità motorie fanno riferimento a quelle caratteristiche fisiche che consentono all’individuo l’apprendimento e l’esecuzione di atti motori. Taluni comprendono le capacità senso-percettive, le capacità condizionali, le capacità coordinative e le capacità di mobilità articolare. Osservando nello specifico tali capacità, ti renderai conto di come all’infanzia è inevitabile la presentazione di attività che coinvolgano il corpo. Per questo, ti suggerisco di dare un’occhiata nello specifico per la stimolazione di idee volte alla formulazione degli obiettivi generali.

Le capacità senso-percettive si riferiscono al rapporto tra il corpo e l’ambiente esterno che si realizza mediante le informazioni esterne che vengono percepite da analizzatori cinestesici, tattili, visivi, uditivi. Le capacità condizionali riguardano la produzione, il trasporto e l’utilizzo dell’energia necessaria per il movimento. Tali capacità sono influenzate sia da caratteristiche strutturali (il peso, la statura, l’età, il sesso, la massa muscolare) sia da processi funzionali regolati dal sistema nervoso. Le capacità coordinative si riferiscono ai processi di controllo e regolazione dei movimenti grossolani e fini. I primi richiedono l’azione di un’ampia muscolatura, come ad esempio lo spostamento del proprio corpo nel caso della corsa. I secondi riguardano gruppi muscolari specifici, come la mano nel momento in cui l’individuo decide di afferrare un oggetto. Infine, le capacità di mobilità articolare riguardano l’esecuzione di movimenti con un buon livello di fluidità.

Sviluppo emotivo

È possibile vedere lo sviluppo delle emozioni a partire dai bambini. Un bravo insegnante sa riconoscere le emozioni dei bambini e il loro impatto nell’apprendimento. Per questo è utile esaminare le teorie più accreditate legate a tale sviluppo sono: la teoria differenziale e la teoria della differenziazione.

La teoria differenziale è sostenuta da Izard, il quale concepisce lo sviluppo emozionale come un sistema categoriale. Infatti, afferma un primo gruppo di emozioni innate definito set di emozioni primarie, e sono: la paura, la collera, la gioia, la tristezza, il disgusto. Il secondo gruppo di emozioni che si manifesta a partire dalla fine del primo anno di vita si definisce set di emozioni secondarie o complesse, e comprende diversi tati emotivi come la vergona, la colpa, l’odio, l’imbarazzo, l’orgoglio e così via.

Izard individua tre livelli di sviluppo emotivo che copre la fascia 0-2 anni

  • Il primo livello è dell’esperienza sensorio-affettiva, caratterizzata dalla necessità del bambino di comunicare i suoi bisogni attraverso l’espressione del disgusto, dello sconforto e dell’interesse;
  • Il secondo livello è dell’esperienza percettivo-affettiva. Qui il bambino si presenta come un individuo in grado di esplorare l’ambiente manifestando la collera, la tristezza e la paura;
  • Il terzo livello è dell’esperienza cognitivo-affettiva, dentro il quale il bambino consolida la differenza tra sé e l’altro. Inoltre, compaiono emozioni più complesse come la colpa, la vergona e la timidezza.

La teoria della differenziazione è rappresentata da Soufre. L’autore individua il sistema del piacere/gioia, della circospezione/paura e della frustrazione/rabbia. Per quanto riguarda il sistema piacere/gioia, il bambino produce il sorriso endogeno, il quale segnale una condizione di benessere. Nel sistema circospezione/paura, si assiste nel bambino una reazione di disagio. Nel sistema frustrazione/rabbia, avviene un impedimento della fisicità che porta alla frustrazione e, dopo i sei mesi del primo anno di vita, nella rabbia vera e propria.

Sviluppo cognitivo

Circa i diversi approcci allo studio dello sviluppo cognitivo sviluppati lungo il corso del Novecento, di seguito vengono spiegate le teorie di Piaget e di Vygotskij.

Approccio costruttivista

Il primo è rappresentante della teoria costruttivista. Secondo tale approccio, lo sviluppo è il frutto delle operazioni che il soggetto compie per conoscere la realtà. Piaget diede vita a questo approccio osservando attentamente i bambini e interagendo con loro per scoprire come essi ragionano e come scoprono nuovi strumenti cognitivi. La teoria esplicita il fatto che l’essere umano passa attraverso 4 diverse fasi di sviluppo: dalla nascita all’ingresso dell’adolescenza. La fascia d’età attribuita ad ogni fascia è considerata come indicativa poiché vi è una certa variabilità con la quale l’individuo evolve attraverso gli stadi; tuttavia, secondo Piaget, la loro sequenza è universale.

  1. Stadio sensomotorio (0-1 anno e mezzo). Tale stadio comprende 6 sottostadi:
    • Esercizio dei riflessi (0-1 mese). Il bambino mette in atto i primi schemi sensomotori, cioè i riflessi primari, come ad esempio quello di prensione;
    • Reazioni circolari primarie (1-4 mesi). Il bambino esegue ripetutamente determinate azioni, acquisendo così le prime forme di coordinazione degli schemi;
    • Reazioni circolari secondarie (4-8 mesi). Un’azione intrapresa casualmente provoca nel bambino una certa curiosità che suscita nel bambino l’interesse a riprodurla;
    • Coordinazione degli schemi acquisiti (8-12 mesi). Il bambino acquisisce la capacità di coordinare più schemi per un obiettivo;
    • Reazioni circolari terziarie. (12-18 mesi). Il bambino introduce variazioni agli schemi motori già acquisiti per studiarne gli effetti. Questo caso può essere individuato quando il bambino lascia cadere volutamente degli oggetti;
    • Invenzione di mezzi nuovi (18-24 mesi). Il bambino non si muove più per tentativi ma le azioni sono progettate. In questo caso, gli schemi non sono più sensomotori bensì sono ormai schemi mentali.
  2. Stadio preoperatorio (2-6 anni): il bambino usa simboli, regole e concetti, ma la sua maniera di conoscere il mondo è ancora rudimentale, poiché è caratterizzato dall’egocentrismo infantile. Infatti non è in grado di cogliere altri punti di vista oltre al suo.
  3. Stadio operatorio concreto (7 anni). I bambini iniziano ad esercitare il pensiero logico. Riescono a tenere a mente più punti di vista e dispongono rappresentazioni mentali, nonché azioni ormai interiorizzate.
  4. Stadio operatorio formale (inizia nella preadolescenza). Sono possibili complesse forme di ragionamento.

 

Con il progredire di questi stadi, gli schemi si fanno sempre più complessi attraverso 4 meccanismi: l’assimilazione, l’accomodamento, l’equilibrazione e l’organizzazione. L’assimilazione è la capacità di applicare ciò che si conosce già, secondo il modo di pensare di cui disponiamo. L’accomodamento è la proprietà con il quale uno schema può modificarsi. L’equilibrazione è un processo che avviene nel momento in cui il sistema cognitivo cerca di evolversi di fronte ad inadeguatezze di schemi posseduti, e pertanto il sistema ricerca un nuovo equilibrio. L’organizzazione è un meccanismo che non lascia nessuno schema cognitivo isolato, bensì lo integra verso una crescita globale. Da ciò, è possibile definire il fatto che il bambino è costruttore del suo stesso sviluppo.

Approccio storico-culturale

Vygotskij è il rappresentante dell’approccio storico-culturale, il quale studia come la cultura di appartenenza contribuisca a strutturare l’abilità di pensiero. Infatti, secondo l’autore, Piaget trascura l’importanza dell’influenza dei fattori sociali e culturali dello sviluppo cognitivo.

Secondo Vygotskij, gli strumenti offerti dal contesto all’interno del quale l’individuo è inserito influenzano il suo sviluppo cognitivo.

Vygotskij invita a prendere piena coscienza sul fatto che l’individuo è inserito all’interno di un determinato ambiente. Secondo la sua teoria, il suo sviluppo cognitivo è influenzato dagli strumenti offerti dall’ambiente e che la società ha messo a disposizione. Sin da subito, i bambini sono caratterizzati da processi psichici elementari, come la percezione, l’attenzione spontanea e la memoria non volontaria. I bambini attraversano l’Interazione sociale sperimentata, definita così perché i bambini entrano a contatto con i mediatori culturali, il più rilevante si rivela essere il linguaggio, sviluppato dai bambini grazie proprio all’interazione sociale. Esso possiede Una prima funzione esclusivamente sociale. Successivamente, assume una funzione intrapsichica, divenendo linguaggio e contribuendo allo sviluppo del pensiero. Grazie all’interazione sociale sperimentata, i bambini passano da processi psichici elementari a funzioni psichiche superiori, come la memoria e l’attenzione volontaria.

L’autore di tale approccio ha poi elaborato il concetto di Zona di sviluppo prossimale, nonché quell’insieme di abilità che il bambino è in grado di sviluppare solo se viene stimolato e guidato opportunamente.

Sviluppo linguistico e comunicativo

Esistono 2 forme di comunicazione entrambi complementari tra loro:

  • Comunicazione come scambio interpersonale di qualcosa come, ad esempio, nel caso di bisogni individuali. Avviene grazie ad una predisposizione innata ad interagire;
  • Comunicazione come costruzione e fondazione della soggettività, realizzabile per mezzo di esperienze condivise.

La comunicazione può essere interpersonale (rapporto io-tu) e intrapsichica (rapporto io-me).

Durante lo sviluppo infantile, i bambini comunicano con gli altri tramite i riflessi. Secondo Piaget, essi si identificano come una base per lo sviluppo di schemi senso-motori sempre più complessi. Mentre per bowlby (autore della Teoria dell’attaccamento) sono dei precursori di comportamenti comunicativi.

Nella costruzione del sistema comportamentale dell’attaccamento emergono:

  • Le condotte di segnalazione, nonché azioni o reazioni del bambino con lo scopo di richiamare l’attenzione dell’adulto (pianti, sorrisi, etc.);
  • Le condotte di vicinanza, ossia movimenti del bambino che impediscono all’adulto di allontanarsi da lui (aggrapparsi ai suoi abiti, etc.).

Sin dalla nascita, il bambino inizia la costruzione progressiva dello sviluppo psicologico individuale e socioculturale. Ciò avviene tramite le regole che si assumono nei ruoli comunicativi. Nel caso del neonato, è possibile vedere come egli è orientato verso la voce umana e da configurazioni costituite da volti. Infatti, il bambino si mostra in grado di assumere il ruolo comunicativo del ricevente e di emittente circa le sue informazioni sul suo stato d’animo e sui suoi bisogni.

Lo sviluppo morale

Diversi approcci allo sviluppo morale si sono incentrati su una visione di modello stadiale.

Tra questi, si ricordano i modelli di Piaget, kohlberg e Gibbs. I loro modelli sono accomunati da un’impostazione strutturalista e cognitivo-evolutiva.

I modelli stadiali

Piaget delinea una sequenza di sviluppo morale suddivisa in tre periodi:

  • Per i primi 4-5 anni di vita il bambino vivrebbe in un a condizione di anomia morale, in cui affronta la quotidianità non mostrando interesse per le regole;
  • Fino ai 7-8 anni, il bambino si trova nel primo stadio della moralità, lo stadio del Realismo morale. In questa fase, la comprensione morale del bambino può avere luogo grazie alla presenza di un’autorità esterna (l’adulto) in grado di far rispettare le norme;
  • Intorino ai 10 anni emerge lo stadio del Realismo morale. In quest’ultima fase la norma è interiorizzata ed è fondata sulla cooperazione, sulla reciprocità e sulla negoziazione sociale.

 

Kohlberg ha proposto un modello stadiale basato sul concetto di convenzionalità, secondo il quale lo sviluppo morale avviene secondo un progressivo adeguamento alle norme morali della società. Tale sviluppo si struttura su 3 livelli, ognuno dei quali è caratterizzato da 2 stadi.

  • Il primo livello è il Preconvenzionale e si prolunga fino ai 9-10 anni di età. Nel primo stadio, il pensiero del bambino è autocentrato, privilegiando i suoi bisogni primari e rispetta la norma non perché crede nel suo valore, bensì per evitare punizioni. Nel secondo stadio, egli rispetta le regole con lo scopo di trarne un vantaggio.
  • Il secondo livello è convenzionale, identificabile a partire dai 13 anni circa fino ai 20. Nel terzo stadio, l’adolescente si conforma agli ideali del gruppo sociale al fine di ottenere una qualche considerazione da parte degli altri. Nel quarto stadio, la regola viene riconosciuta con l’obiettivo di mantenere l’ordine sociale.
  • Il terzo livello è Post-convenzionale, comparendo intorno ai 20 anni. Nel quinto stadio, il giovane è consapevole dell’esistenza di valori diversi a seconda dei gruppi sociali d’appartenenza e l’esistenza di valori assoluti discordanti con quelli della maggioranza. Nel sesto e ultimo stadio avviene il contrasto tra regole sociali e principi etici universali. Intal senso, il ragazzo privilegerà gli ultimi.

Gibbs identifica due fasi di sviluppo: la fase di sviluppo morale standard ed esistenziale.

Lo sviluppo morale standard si riferisce alla comprensione delle regole da parte del bambino e la definizione di cosa è giusto o sbagliato. Tale sviluppo prevede determinati stadi. I primi due sono considerati immaturi. Nel primo stadio, il pensiero morale è condizionato da motivazioni egocentriche. Infatti, nel secondo stadio, emerge una morale autocentrata. Esistono poi due stadi successivi di moralità matura, i quali compaiono tra la tarda infanzia e la prima adolescenza. Nel primo stadio di moralità matura emerge la fiducia e il rispetto reciproco volti alla costruzione di relazioni interpersonali. Con il prossimo stadio, vengono incarnati e accettati i valori presenti nel sistema sociale.

La fase di sviluppo esistenziale riguarda la comparsa e l’evoluzione delle abilità di riflessione, le quali vengono utilizzate dall’individuo per ragionare sui principi morali.

Obiettivi specifici

Tenete a mente che non possono esistere obiettivi specifici universali, standard per qualsiasi lezione e adattabili in qualsiasi classe. Essere di questa opinione, significa non aver compreso l’omogeneità che una classe presenta. Infatti, la classe affidata ad un docente sarà sempre diversa da quella di un altro insegnante. Tale ragione è da attribuire all’unicità di ciascun alunno, in quanto persona unica e irripetibile nel mondo. Pertanto, gli obiettivi specifici vanno formulati. Per te, insegnante che vuoi condurre una quotidianità lavorativa migliore e più efficiente, di seguito ti riporto determinati step precisi da rispettare per creare gli obiettivi specifici inerenti alla proposta progettuale che intendi portare in classe:

  1. Assicurati di aver già individuato i traguardi di competenza e gli obiettivi generali di apprendimento che, nel caso dell’infanzia, dovrai formulare quelli generali tu stesso (consulta pure la teoria che trovi in piattaforma sulle dimensioni dello sviluppo del bambino per avere chiaro su quali obiettivi vuoi far raggiungere alla tua classe grazie alla lezione che intendi portare in classe.
  2. Tieni a mente che gli obiettivi specifici devono essere collegati ai traguardi di competenza e agli obiettivi generali di apprendimento precedentemente individuati.
  3. Segna tutte le attività che i tuoi studenti devono eseguire nella progettazione.
  4. Inizia a formulare l’obiettivo tenendo presente che:
    • deve riguardare un’attività che i bambini devono essere in grado di svolgere e/o di sapere
    • analizza l’elenco di attività che hai ideato nel punto 3
    • deve iniziare con il verbo all’infinito
    • l’aspetto che hai deciso che la tua classe raggiunga deve essere osservabile e, pertanto, misurabile